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sabato, Marzo 2, 2024
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“Tu il sedere a me non lo tocchi”

” Tu il sedere a me non lo tocchi”.
 La frase urlata per la strada, in piena notte, contro quell’uomo che, a suo dire, l’avrebbe palpeggiata. Poi la denuncia presentata dalla ragazza, figlia di un noto avvocato trapanese. Ora l’ avviso di conclusione delle indagini, preludio al rinvio a giudizio – l’udienza preliminare è già stata fissata per il 28 maggio – per un aviere di 28 anni, in servizio al 37’ Stormo di Birgi, accusato di violenza sessuale.
La vicenda sarebbe l’epilogo di una festa di compleanno che si è svolta a Palazzo Platamone, lo scorso mese di novembre.
Tra gli invitati anche il militare dell’Aeronautica e la figlia dell’avvocato che si conoscono proprio in occasione di quell’evento. Alcool a fiumi. Consumati 25 litri di vino bianco.

 Durante la serata la festeggiata, amica della figlia dell’avvocato, stramazza al suolo. E’ ubriaca. Non riesce più a reggersi in piedi.
A soccorrerla è l’aviere che poi si offre di accompagnarla, in auto, a casa.
Saliti in macchina vengono raggiunti dalla figlia dell’avvocato. Quest’ultima si mette a parlare con la giovane ubriaca alla quale consegna i regali, rimanendo fuori dalla macchina, davanti allo sportello del lato passeggero. Comincia a piovere. L’ aviere, secondo la sua versione, si spazientisce. Sono le due di notte. Vuole far rientro a casa. Esce dall’abitacolo e secondo l’accusatrice le tocca il sedere. Lui, però, nega: “E’ stato un malinteso. Nessuna malizia, né approccio sessuale. La volevo sono spostare dallo sportello perché volevo andare via”. Apriti cielo.
 Il gesto viene interpretato dalla figlia dell’avvocato come una molestia e quando ritorna a casa racconta tutto al padre. Il legale chiama i carabinieri che una volta raccolta la denuncia fanno scattare il Codice rosso. Adesso parola al Gup. Ad assistere l’aviere gli avvocati Josemaria Ingrassia e Caterina Asta.

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