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L’Almanacco del giorno

Oggi è Giovedì 9 Maggio 2024. Siamo nel 130º giorno dell’anno e mancano 276 giorni alla fine del 2024.

A Trapani il sole sorge alle ore 6.07 e tramonta alle ore 20.09.

La luna è crescente ed è illuminata al 1%.

Santo del giorno: San Pacomio, nato nel 292 d.C. in Egitto, è considerato il fondatore del monachesimo cenobitico, un modello di vita monastica comunitaria. Dopo essere entrato in un monastero cristiano, Pacomio iniziò a introdurre la vita comunitaria, in contrasto con il solitario ascetismo allora prevalente. Fondò diversi monasteri e scrisse una regola monastica che includeva pratiche di preghiera, lavoro e vita comune. La sua influenza nel monachesimo cristiano è stata significativa, influenzando molte comunità monastiche dopo di lui. È venerato come santo nella Chiesa cattolica e nella Chiesa ortodossa.

Proverbio siciliano: ““Cu mali nun fini, nun fini mai“. Traduzione: “Chi con il male non finisce, non finisce mai”. Questo proverbio sottolinea l’importanza di affrontare e risolvere i problemi anziché ignorarli, poiché se non si affrontano, potrebbero persistere nel tempo.

Aforisma del giorno: “A volte, il silenzio è la miglior risposta“. Questo aforisma suggerisce che in certe situazioni, anziché parlare o reagire impulsivamente, è meglio rimanere in silenzio, poiché può essere più eloquente e rispettoso.

Nati oggi: Il  9 maggio 1957 nasce Claudio Lotito, imprenditore, dirigente sportivo e sportivo.

Curiosità: Oggi è l’Europe Day. Il 9 maggio ricade l’anniversario della dichiarazione dell’allora ministro degli Esteri francese Robert Schuman considerata l’atto di nascita di quella che oggi è l’Unione europea. Il 9 maggio si celebra in tutta l’Unione Europea la Giornata dell’Europa.

Accadde oggi: “L’Italia ha finalmente il suo impero, impero fascista, perché porta i segni indistruttibili della volontà e della potenza del littorio romano…”. La sera del 9 maggio 1936, dal balcone di palazzo Venezia, Benito Mussolini proclamò la fondazione dell’impero, davanti a una folla osannante. Quattro giorni prima, con l’ingresso delle truppe italiane ad Addis Abeba, si era conclusa la Guerra d’Etiopia, iniziata il 3 ottobre 1935. Durante il conflitto il Regio esercito aveva fatto largo uso di armi chimiche, come le bombe all’iprite, vietate dalla Convenzione di Ginevra. La stessa sera il Duce annunciò anche che da quel momento Vittorio Emanuele III assumeva il titolo di Imperatore d’Etiopia. Dieci anni più tardi, 9 maggio 1946, il sovrano – irrimediabilmente compromesso con il passato regime – abdicò in favore del figlio Umberto. Era una mossa (estrema), per tentare di salvare la monarchia in vista del referendum. Ma non servì: Umberto II regnerà per meno di un mese.

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