Telesud ed il Coronavirus

Il presidente di Telesud Marino illustra le scelte editoriali dopo il decreto che allarga la zona rossa in tutta Italia.

2017

Come prevedibile, anche noi siamo diventati “zona rossa”. Era nell’aria da giorni; ieri sera, il Premier Conte l’ha messo nero su bianco: “Io resto a casa”. Così ha voluto chiamare il decreto il Presidente del Consiglio in conferenza stampa. E così dovremo fare, almeno fino al 3 aprile. Bar e ristoranti fino alle 18, palestre, teatri, cinema, eventi in genere stop totale. Così come lo sport di ogni grado e tipo. Va da sé che, in sostanza, chiuderenno i battenti tutte le attività commerciali tranne quelle di prima necessità, divieti o non divieti. Dubito, infatti, che un cittadino abbia come priorità quella di acquistare una maglia o un paio di pantaloni…, insomma, una economia che si fermerà in blocco. Varrà per tutti; anche per noi. Le cose da raccontarvi saranno sempre meno in queste settimane: campionati che si fermano, convegni rinviati, udienze che saltano, assemblee politiche che non si svolgeranno e via di seguito. Insomma, solo coronavirus a tutti i livelli. Per queste ragioni, ma anche per non addensare persone ed ospiti in redazione e negli studi, il palinsesto verrà parzialmente modificato. Cionondimeno, manterremo le principali produzioni ad iniziare dai TG di ora di pranzo – magari in forma ridotta – così come le trasmissioni serali che saranno incentrate, comprensibilmente, al virus che sta sconvolgendo, come pochissime altre occasioni dal dopoguerra in poi, la vita degli italiani. Tuttavia, paradossalmente, la nostra situazione è diametralmente opposta a quella delle altre attività: mentre l’economia si ferma, portando tanti esercenti a comprensibili chiusure temporanee, per un Gruppo Editoriale la domanda aumenta, visto che le persone “in quarantena”, fisiologicamente, cercheranno anche nella vecchia e cara televisione un mezzo per ovviare “alla noia casalinga” forzata delle prossime settimane. Questo nonostante le risorse, come già avvertito nelle ultime 2 settimane, siano ridotte al lumicino per la pubblicità vista la stagnazione di denaro e dunque della capacità di spesa nel cittadino. Abbiamo anche preso in considerazione la chiusura totale del digitale terrestre per concentrarci con lo smart working sul web. Non lo abbiamo fatto per rispetto dei tanti, anziani meno giovani e famiglie, che incrollabilmente ci seguono ogni giorno. Chiediamo solo un po’ di comprensione se non saremo presenti sul territorio come al solito; anche noi dobbiamo subire le restrizioni del coronavirus; e non solo di circolazione.


Massimo Marino

Presidente di Telesud