Safina si dimette

L'esponente del centrosinistra si è dimesso da vicepresidente del Consiglio comunale di Trapani a seguito delle polemiche nei giorni scorsi interne alla maggiorana.

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Acque agitate al Consiglio comunale di Trapani nella maggioranza a sostegno del sindaco Giacomo Tranchida. Dario Safina si è dimesso da vicepresidente dell’assemblea di Palazzo Cavarretta.

Gli attriti interni alla coalizione hanno portato Safina a fare una scelta politica: lasciare la vicepresidenza del Consiglio comunale, ruolo super partes e di garanzia. Così facendo potrà avere le mani libere e avere un ruolo più politico tra le varie anime della maggioranza che sostiene il sindaco Tranchida. Il casus belli che lo ha portato a questa decisione è stato lo scontro tra i consiglieri Anna Garuccio e Giuseppe Lipari, entrambi di maggioranza, durante l’incontro sulla movida nel centro storico tra i residenti ed i gestori delle attività organizzato dal gruppo giovani Muovi-Menti. La Garuccio ha chiesto di parlare, ma Lipari, promotore del momento di confronto tenuto lunedì pomeriggio a Palazzo Cavarretta, non gli ha dato questa possibilità. Motivando questa scelta con la fine dei tempi a disposizione. Argomenti rispediti al mittente dalla Garuccio, che invece ha ricordato di avere chiesto più volte la parola, aspettando per parecchio tempo di potere intervenire. A Palazzo Cavarretta è quindi scoppiato questo caso politico tutto interno alla maggioranza, con Peppe La Porta, capogruppo di Amo Trapani, la formazione politica di cui fa parte Anna Garuccio, che ha fatto sapere che non parteciperà più alla conferenza dei capigruppo fino a quando non arriveranno le dimissioni di Lipari da capogruppo di Giovani Muovi Menti. Insomma, i rapporti interni alla maggioranza sono tutt’altro che idilliaci. Ed in ballo ci potrebbe essere anche la stessa tenuta della coalizione a sostegno del sindaco. Da qui la presa di posizione di Safina, che ha deciso di dimettersi da vicepresidente del Consiglio comunale, carica istituzionale e di garanzia. Confermando il suo pieno appoggio all’amministrazione Tranchida. Ma optando per un ruolo più politico. Potendo avere le mani libere per dire la propria.

Mario Torrente

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