Il Cga dà ragione a Rallo e Bica sulla dichiarazione antifascita: “Lede l’art.21 della Costituzione”

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Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana si è pronunciato oggi sul ricorso in appello presentato dall’onorevole Michele Rallo e dall’ingegnere Giuseppe Bica, rappresentati dall’avvocato Augusto Sinagra, contro l’ordinanza con cui il TAR di Palermo aveva respinto la loro richiesta di sospensione cautelare di un atto del Comune di Trapani relativo alla nota vicenda dello “arredo pubblico antifascista”. Il CGA ha adesso dato ragione su tutta la linea ai ricorrenti, rilevando che il provvedimento impugnato presenta evidenti profili di illegittimità, richiedendosi da parte del Comune di Trapani dichiarazioni “lesive del diritto inviolabile (ai sensi dell’art.2 Cost.) alla libertà di manifestazione del pensiero, sancita dall’art.21 della Costitutzione, nella parte in cui tutela anche la libertà di pensiero e il diritto al silenzio”, sancito come “il più alto forse dei diritti primari e fondamentali” dalla Corte Costituzionale, oltre che negli articoli 9 e 10 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo e negli articoli 10 e 11 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea. Il Comune di Trapani dovrà dunque attenersi all’ordinanza del Consiglio di Giustizia Amministrativa, concedendo all’onorevole Rallo e all’ingegnere Bica gli spazi pubblici richiesti senza la “dichiarazione di antifascismo”. Il CGA ha inoltre disposto la trasmissione dell’ordinanza al TAR, perché questo proceda alla “sollecita fissazione della sentenza di merito”.