Riapertura dell’Ospedale P. Borsellino di Marsala ai pazienti non Covid. Scrive l’ex sindaco Di Girolamo

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“La situazione dell’ospedale P. Borsellino e del fantomatico padiglione è in totale stallo. Da ottobre 100 mila abitanti continuiamo ad essere senza ospedale per pazienti non Covid, con tutte le conseguenze che conosciamo. Pertanto visto questa situazione e il disagio dei cittadini, mi è sembrato opportuno inviare una nota ai responsabili della sanità pubblica nazionale e regionale e anche al prefetto con la richiesta di un loro autorevole intervento per far riaprire da subito l’ospedale ai soli pazienti non Covid. Non si può assolutamente aspettare la fine dei lavori del nuovo padiglione. Per quanto riguarda le finte liti fra il sindaco e i suoi consiglieri, sono liti da campagna elettorale per le prossime elezioni regionali, sempre sulla pelle dei cittadini. Sull’ospedale sono stati insieme e d’accordo a maggio scorso, a settembre prima delle elezioni, a ottobre subito dopo quando hanno trasformato il nostro nosocomio in ospedale Covid, a dicembre quando hanno messo la prima pietra per la realizzazione del fantomatico padiglione fino a marzo. Insieme anche all’assessore Razza, ai deputati della nostra città, e ad altri assessori e uomini politici di questa provincia. Alcuni consiglieri, partendo dal presidente, invece di dire che sono stati presi in giro, ovviamente senza dire chi sono gli autori, farebbero bene a dire “cari concittadini vi abbiamo preso in giro per questioni elettorali e continuiamo a farlo”.

Questo il testo della lettera:

“L’articolo 32 della nostra Costituzione sancisce che la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo ed interesse della collettività.A Marsala dall’ottobre 2020, e anche per alcuni mesi nella primavera precedente, questo diritto complessivamente non c’è più,​ perché l’ospedale P. Borsellino, l’unico del distretto Marsala-Petrosino, è stato trasformato in ospedale Covid, nel quale non​ è possibile ricoverare​ i pazienti con patologie non Covid, patologie che non sono assolutamente diminuite in questo periodo di pandemia. Durante questi mesi di chiusura, chissà quanti morti, oltre quelli per Covid, ci sono stati e ci saranno nei prossimi mesi o anni per diagnosi non fatte, o fatte e curate con notevole ritardo.Una popolazione di 100.000 abitanti non può stare senza un ospedale non Covid e anche la provincia, che già aveva pochi posti letto rispetto alla popolazione, non può essere privata di un ospedale di oltre 100 posti letto e con tante sale operatorie ben funzionanti. Tutti sappiamo che quando le malattie non vengono diagnosticate subito e curate immediatamente, c’è un aumento della mortalità anche in modo importante, soprattutto per quanto riguarda le malattie cardiovascolari, per le quali a volte bastano pochi minuti di ritardo per avere un esito infausto, ma anche per quanto riguarda le malattie oncologiche, il cui ritardo diagnostico o terapeutico di qualche settimana, peggio di alcuni mesi, aumenta il rischio di decesso. Ma oltre alla mancanza di reparti, di sale operatorie e di servizi diagnostici, in questi mesi sono stati chiusi anche i poliambulatori ospedalieri. Chi​ non può permettersi una visita specialistica ed accertamenti diagnostici a pagamento, e sono tantissime le persone con difficoltà economiche soprattutto in questo periodo, non può essere curato come dovrebbe, con le conseguenze che tutti sappiano, ma che alla maggior parte di coloro che gestiscono la cosa pubblica non sembra interessare.Da oltre un anno il Governo regionale, tramite il suo ex assessore alla salute Razza e i suoi parlamentari della provincia, parla tanto di creare o costruire un nuovo ospedale​ Covid e da dicembre 2020​ ha optato per la costruzione di un padiglione di​ oltre cento posti letto nei pressi dell’Ospedale P. Borsellino, che dovrebbe servire per ricoverare i pazienti della Sicilia occidentale affetti da malattie infettive e quindi da Covid. I lavori che dovevano iniziare a dicembre affinchè il padiglione potesse essere quantomeno parzialmente pronto a maggio, sono ancora nella fase iniziale e chissà quando e se saranno mai finiti, e soprattutto se ci sarà mai il personale sanitario sufficiente per farlo funzionare.Da anni, ma soprattutto in questi ultimi mesi, negli ospedali della provincia manca molto personale sanitario e spesso i vari Direttori delle Unità Operative hanno difficoltà anche a fare i turni di guardia: tutto ciò crea disfunzioni, scarsa efficienza, e rischi per i pazienti e per il personale stesso. In particolare mancano​ internisti, pneumologi, infettivologi, pediatri, cardiologi, ortopedici, anestesisti-rianimatori, oncologi, urologi, radiologi, fisiatri ma anche infermieri, fisioterapisti e tante altre figure.​Bisogna riaprire al più presto l’ospedale Paolo Borsellino ai pazienti non Covid e trovare una soluzione alternativa di ricovero per i pazienti Covid. È quantomeno immorale ed anticostituzionale quello che sta succedendo a Marsala. Il diritto alla salute è parte integrante della nostra Costituzione e nella nostra città è scomparso da troppo tempo. Mi auguro che intervenga al più presto affinché questo fondamentale diritto venga garantito anche ai cittadini marsalesi.”


dott. Alberto Di Girolamo