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Tragedia di Palermo, il figlio: “Mio padre ucciso da una buca”

Il giorno dopo la tragedia, la rabbia e le polemiche a Palermo non si attenuano. «Mio padre ha perso la vita per una buca e ha lasciato quattro figli a casa e una moglie», le parole di Alessio, il figlio maggiore della vittima dell’incidente stradale. Samuele Fuschi stava percorrendo viale Regione Siciliana. Nel tratto tra il ponte Bonagia e l’ex rotonda di via Oreto, l’uomo ha perso il controllo della moto, nel punto in cui si trova una grossa buca sull’asfalto. Per il motociclista non c’è stato nulla da fare. «In base alla posizione del casco da noi ritrovato sul luogo dell’incidente è probabile che la vittima non lo indossasse. Desumiamo che non si possa neanche essere accidentalmente slacciato», dice il comandante della polizia municipale, Angelo Colucciello. La squadra dell’Infortunistica dei vigili urbani ha già eseguito i primi rilievi per ricostruire con esattezza la dinamica dell’incidente. L’indice accusatore, dei familiari e degli amici di Samule Fuschi, è puntato contro quella buca-killer. Ma vengono formulate altre ipotesi alle quali bisognerà, però, trovare riscontro. «È possibile che il centauro – dice il capo dei vigili – abbia perso il controllo del veicolo perché riscontriamo sul tragitto una buca che probabilmente è stata provocata da un cedimento strutturale dell’asfalto. Ma ci sono da usare tutti i condizionali del caso. Guardando la buca, tutti i suoi contorni, seppur frastagliati, sono netti. Cioè il bordo è come se fosse stato seghettato. Questa buca sembra che sia stata scavata. Adesso c’è un morto che merita rispetto e dobbiamo capire cosa sia accaduto, ma io penso che quella buca 10 minuti prima dell’incidente non ci fosse».

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