“Festival Florio? Spero che torni…”

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Una intervista al direttore artistico Scorzelli fa tornare d’attualità l’appuntamento che apriva il cartellone favignanese.

“Bellissimi ricordi, di un bellissimo Festival, in una bellissima Favignana”. A scrivere queste parole, in un post su facebook, è il professor Roberto Burioni, che nel giugno del 2018 è stato insignito del Premio Favignana nell’ambito della 6^ edizione del Festival Florio, la manifestazione culturale ideata dall’Associazione Kymbala, di cui era direttore artistico il Maestro Giuseppe Scorzelli. Un appuntamento che ogni anno, proprio a giugno, apriva in qualche modo il cartellone degli eventi per la stagione estiva sulla maggiore delle isole Egadi. Proprio a Favignana Burioni ha presentato in quell’occasione a Palazzo Florio il suo libro dal titolo “La congiura dei Somari”. Festival Florio è stato premiato anche dalla Comunità Europea e dal Google Institute con la Effe Label grazie “all’eccellenza artistica, alla creazione artistica, ai metodi di co-creazione, ai valori europei e comunitari”. Tra gli ospiti affezionati anche l’inviato di Striscia la Notizia, Luca Abete. “Ci portava lì l’assoluto bisogno di riposo, dopo la  direzione di Progetto IMC, il mio Festival in Abruzzo – ha sempre detto Scorzelli -. Dovevamo ricaricare le batterie e qualcuno ci aveva raccontato di questa isola meravigliosa. Non sapevamo nulla allora dei Florio, della tonnara, di che cosa avremmo trovato. Tornammo entusiasti per aver scoperto un piccolo angolo di paradiso, dalla natura incontaminata, dal cibo indimenticabile, dai tanti abitanti affabili. La storia era passata da lì più volte, lasciando le sue tracce già nel 241 a.C. con la battaglia conclusiva della I Guerra Punica tra i romani e i cartaginesi, e quasi 2000 anni dopo con l’epopea dei Florio che aveva completamente trasformato le Egadi. Notai la povertà dell’offerta culturale per il turista – aggiunge in queste ore –  e l’anno seguente tornai per parlarne con l’amministrazione del tempo. Visitando l’ex Stabilimento Florio ho avuto chiaramente l’impressione che Favignana avesse sotto mano un tesoro inutilizzato, un patrimonio che andava rivalutato anche dal punto di vista culturale. Le sue stanze, i suoi ambienti, i suoi cortili mi ricordavano i luoghi della Biennale di Venezia: erano perfetti per ospitare un Festival che in pochi anni sarebbe potuto diventare un riferimento per il sud Italia, la perfetta dimostrazione che anche nel Meridione si può fare grande cultura”. Festival Florio nacque, dunque, nel 2012 e negli anni è cresciuto ospitando personaggi come Gino Paoli, Danilo Rea, Luigi Lo Cascio, Chiara Gamberale, Roberto Burioni, Enrico Pieranunzi. L’epicentro divenne Palazzo Florio, per ricrearne i fasti della famiglia, che passava spesso le sue estati nel meraviglioso palazzo liberty in cui invitava artisti del calibro di Enrico Caruso, Gabriele D’Annunzio, il pittore Boldrini e tanti altri. Ogni anno l’omaggio alla famiglia Florio è stato rappresentato da concerti jazz, di musica classica, reading e presentazioni editoriali, proiezioni di documentari e film. Nei giardini dello Stabilimento Florio, invece, nell’edizione 2014, si tenne un memorabile concerto di Gino Paoli con oltre 600 persone paganti. Un’isola tanto amata dal direttore artistico che ha deciso proprio di sposarsi a Favignana, al lido Radangia. “Sono fiero degli attestati di stima che mi arrivano – ci racconta Scorzelli – da tutti gli artisti che hanno partecipato e che vorrebbero tornare. Festival Florio e il Premio Favignana sono due brand vincenti del territorio delle Egadi. Sin dal 2012, con le precedenti Amministrazioni, abbiamo aperto la stagione culturale/estiva e siamo stati preziosi alleati per iniziare a porre le basi di una vera destagionalizzazione nelle Egadi. Lanciare il Festival alla Bit di Milano, alla ITB di Berlino e poi, a Francoforte ha permesso negli anni, grazie anche al mio lavoro qui in Germania, un grosso battage pubblicitario nei paesi del Nord Europa. Lo scorso anno purtroppo dovemmo cancellare il Festival: fu un grosso dolore, una brutta pagina anche nei confronti degli artisti che avevo personalmente invitato (Oliver Stone in primis, ma anche Anna Tifu, i Musica Nuda, ecc..) che si fidavano della mia parola. Spero presto si possa ricomporre la frattura, per il bene del territorio, e si possa ripartire”. Tra gli affezionati a Festival Florio anche il pianista jazz Danilo Rea che dice: “Sono stato ospite a Favignana nel 2014 con Gino Paoli ed ho trovato un ambiente meraviglioso e un’organizzazione eccellente. Sarebbe un peccato se un patrimonio culturale di questa importanza venisse perduto. Mi auguro la pronta ripresa del festival”. Dello stesso tenore il messaggio di Luca Abete: “Ho un ricordo bellissimo del FestivalFlorio. Sono stato premiato e poi invitato successivamente avendo così la possibilità di immergermi in più occasioni nella magica atmosfera dell’isola. Ho avuto modo di conoscere organizzatori appassionati e competenti guidati dal Maestro Scorzelli, artisti gratificati ed entusiasti di partecipare e turisti attratti dall’originalità e dal valore culturale dell’iniziativa. Sono convinto che il turismo culturale sia una forma di sviluppo dell’immagine e dell’economia delle nostre “Bellezze”. Non credo di essere l’unico che si augura che il Festival Florio possa ripartire, magari già dal prossimo anno”.