Operazione “vento di scirocco”, decimato il clan Mazzei

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Associazione mafiosa, estorsione, intestazione fittizia di beni, impiego di denaro di provenienza illecita, falso in atto pubblico, emissione di fatture per operazioni inesistenti, occultamento o distruzione di scritture contabili. Sono alcuni dei reati contestati ai 23 destinatari di ordine di custodia cautelare in carcere emessi dal Gip di Catania su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia. La gran parte degli indagati appartengono alla famiglia mafiosa dei Mazzei (cd. Carcagnusi). Un ramo dell’indagine trova collegamenti a Mazara del Vallo dove il clan Mazzei aveva instaurato stabili rapporti, per tramite di uno degli arrestati, Sergio Leonardi, con Francesco Burzotta, ritenuto vicino all’ambiente mafioso mazarese. Quest’ultimo avrebbe dato un contributo essenziale per assicurare stabili approvvigionamenti di carburante da parte del deposito mazarese della PINTA ZOTTOLO SpA nell’ambito di una articolata truffa sull’IVA e sulle accise carburanti, anche se il dominus dell’operazione sarebbe proprio Leonardi il cui patrimonio, quantificato in oltre 10 milioni di euro è stato posto sotto sequestro. Sul mercato italiano veniva immesso carburante in evasione d’imposta, perché asseritamente destinato all’estero, attraverso la produzione di documenti mendaci bollati con timbro doganale contraffatto. I prodotti petroliferi movimentati con false dichiarazioni d’intento provenivano, fino al 2016, dalla “PINTA ZOTTOLO S.P.A.” di Mazara del Vallo, successivamente, fino al 2018, da depositi fiscali e commerciali situati nelle provincie di Trapani, Palermo, Ragusa e Reggio Calabria (emittenti di fatture false per circa 100 milioni di euro). Nel complesso, il gasolio consumato in frode è pari a oltre 5,7 milioni di kg (corrispondente a quasi 7 milioni di litri) al quale corrisponde un’evasione di accisa di 4,2 milioni di euro e 1,6 milioni di IVA.