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Al MACA, al Collegio dei Gesuiti di Alcamo, fino al 30 maggio la mostra dal titolo “Incroci”

Al MACA, Collegio dei Gesuiti, fino al 30 maggio, è possibile visitare la mostra dal titolo “Incroci”, un’interessante bi-personale di pittura e scultura dedicata a due artisti appartenenti alla stessa Famiglia, Giuseppe D’Ina e Andrea D’Ina; un evento culturale organizzato da Art Musa, con la direzione scientifica di Alain Chivilò, ed il patrocinio dell’Associazione Amici della Musica e del Comune di Alcamo.

Il titolo “Incroci” visualizza simultaneamente due generazioni di artisti, in questo caso, della stessa Famiglia: padre e figlio: il genitore Giuseppe D’Ina e il figlio Andrea D’Ina che si influenzano a vicenda per esperienze di vita, una contaminazione che apre a due individualità.

La mostra, molto ben allestita all’interno dello spazio Museale del MACA, è aperta da martedì a domenica, dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 19.30; visitandola è possibile riconoscere nella pittura di Andrea e nella scultura di Giuseppe, il labirinto umano, sociale e naturale dei nostri tempi, impreziosito dall’arte di due generi distinti.

GIUSEPPE D’INA (AGRIGENTO 23/4/1973) SCULTORE.

Le sculture di Giuseppe D’Ina, tra mitologia e contemporaneità, divise tra surrealismo e astrattismo, presentano delle opere dove convivono incertezza ed emozione, sogno ed incubo, illusorietà e tangibilità. I lavori, realizzati con cromaticità uniche, portano l’osservatore ad ammirarle, trovando dettagli apparentemente invisibili, come se lo stesso artista volesse spingere lo spettatore ad una possibile indicazione. Bellissime sculture che condividono turbamenti ed impressioni, trepidazioni e commozioni sempre rivolte ad una umanità deflagrante.

ANDREA D’INA (PALERMO 10/2/2002) PITTORE

Colori vivi e azione pittorica: la figura è tumulto e disgregazione, staticità e movimento. La coinvolgente ed attraente pittura di Andrea D’Ina, tra forme e colori, distorce i lineamenti nelle direzioni più svariate, annullando la prospettiva; pennellate vivaci, tonalità calde, talvolta fredde, per delineare figure stilizzate, figure umane non riconoscibili che vanno oltre un sistema chiuso per esistere con una propria determinazione.

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