Non è un Paese per cani …

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Parafrasando i fratelli Coen: Trapani non è un paese per cani. Lo si evince da tanti piccoli episodi. Solo per citare gli ultimi: ci sono volute ore per collocare quattro cuccioli rimasti senza la madre, e solo dopo che un gruppo di animalisti li ha portati dentro un secchio presso l’ufficio del sindaco è stato trovato un ricovero temporaneo presso una struttura veterinaria privata. Ora però i cuccioli sono cresciuti e il veterinario ha chiesto che il comune se ne occupi. Ma senza esito. E poi gli interventi della Polizia Municipale, sempre monchi o inefficaci, perché quando c’è un cane ferito e incidentato non si sa mai chi lo deve rimuovere e come. Il comune, infatti, non ha nessun addetto all’accalappiamento dei cani e nessuno che possa operare il trasporto dopo la prima fase di urgenza dagli ambulatori veterinari al canile. L’altro ieri una signora di 80 anni è stata multata, a norma e rigore di legge, per essere entrata con il cagnolino sotto braccio dentro gli uffici comunali dell’anagrafe. Sanzione legittima, per carità, ma degna di migliore intransigenza. Poi ci sono decine di altri episodi che per brevità non narriamo. E ancora: il canile di contrada Cuddia chiuso e non ancora affidato; il ricovero comunale di via Tunisi dissequestrato ma, a quanto sembra, non ancora ricondotto a norma secondo le prescrizioni dell’ASP. Proprio sul ricovero di via Tunisi è nata l’ennesima querelle. La consigliera comunale Anna Garuccio ha chiesto di potervi fare una ispezione, prerogativa che le è attribuita dal suo ruolo istituzionale e dallo statuto comunale. Ieri le è stato negato l’accesso con un rimpallo di responsabilità che rasenta il ridicolo come racconta lei stessa

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