Omicidio di Nicoletta. “Intercettazione parziale”. Parla l’avvocato di Margareta Buffa

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“Da un paio di giorni, ovvero dal 21 ottobre 2019, data in cui si è svolta la prima udienza presso l’Aula “Ciaccio Montalto” della Corte d’Assise di Trapani del processo a carico di Margareta Buffa, mia assistita, si legge di intercettazioni ambientali rilevate presso la caserma dei Carabinieri di Marsala e, in particolare, di una frase contenuta all’interno delle stesse: intercettazioni che hanno per oggetto un dialogo tra la Buffa e il coimputato Carmelo Bonetta. Tengo a specificare che la frase riportata dalla stampa è assolutamente incompleta poiché  calata all’interno di un dialogo tra i due soggetti coinvolti nell’omicidio di Nicoletta Indelicato, comprensivo anche di altre frasi e parole pronunciate dalla mia assistita, che senz’altro emergeranno nel corso del dibattimento, rivelando altri aspetti che fino ad oggi non sono ancora stati svelati proprio perché si trattava di atti contenuti all’interno del fascicolo delle indagini e come tali secretati. Posso anticipare che le frasi contenute nelle intercettazioni ambientali lasciano intendere chiaramente un’altra realtà e danno la possibilità di rivedere e di rivalutare la posizione della mia assistita fornendo una diversa chiave di lettura della vicenda, evidenziando dei punti che consentono di mutare la visione che finora si è avuta di Margareta Buffa. Sono frasi che porterò a conoscenza dell’opinione pubblica nel corso del dibattimento”.
Sono queste le parole dell’avvocato Ornella Cialona, in merito a quanto riportato nei giorni scorsi a proposito dell’intercettazione che, divulgata in quel modo, ritenuto parziale, renderebbe la Buffa pianificatrice dell’omicidio di Nicoletta Indelicato.
“Margareta – aggiunge il legale – è detenuta presso l’Istituto penitenziario “Petrusa” di Agrigento, dopo essere stata trasferita dal Pagliarelli di Palermo da circa un mese per motivi di servizio; nessun motivo di sicurezza o di condotta: la ragazza è pacata, tranquilla non ha mai assunto atteggiamenti violenti né nei confronti delle altre detenute né nei confronti degli agenti di polizia penitenziaria. Dal primo momento in cui sono andata a trovarla in carcere si è mostrata disponibile a collaborare fornendo una versione lineare che man mano è stata arricchita da piccoli particolari, ed è proprio la sua coerenza nei mesi che mi ha portato a credere alla sua posizione. Le sue parole hanno trovato poi basi solide all’interno delle indagini e da ciò è scaturita la scelta del rito ordinario piuttosto che di un rito alternativo, che avrebbe rappresentato un’ammissione di responsabilità in merito al suo ruolo nell’ambito della vicenda. Ho ritenuto necessario procedere nelle forme del rito ordinario – conclude l’avvocato Cialona – perché mi preme che venga fuori la vera verità. La Buffa fin dall’udienza di convalida del fermo ha subito dichiarato di essere stata, anche lei, vittima del Bonetta, e oggi alla luce delle risultanze delle indagini preliminari posso dire che molto di quanto da lei detto trova riscontro”.