Riciclaggio, un arresto a Marsala

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Ai “domiciliari” un giovane accusato di modificare auto di provenienza furtiva

Modificava le auto rubate per mettere poi in commercio i pezzi di ricambio.  Il marsalese Antonino Ampola di 36 anni, è finito ai “domiciliari” in esecuzione di una misura cautelare emessa dal Gip del tribunale lilibetano. E’ accusato di riciclaggio, ricettazione e furto aggravato di energia elettrica. Le indagini hanno preso il via nell’aprile dello scorso anno, quando i carabinieri nel corso di un perquisizione eseguita a casa di Ampola e in un magazzino nella sua disponibilità scoprirono diverse autovetture, la maggior parte delle quali risultarono essere state rubate nelle province di Trapani e Palermo. I veicoli, in particolare erano privi  di targa o con il numero di telaio abraso, al fine  occultare la provenienza furtiva e con l’obiettivo, verosimilmente,  di creare un’attività illecita di vendita di pezzi di ricambio. Inoltre, nel corso della perquisizione, i Carabinieri intervenuti notarono che nel il magazzino, l’indagato  aveva creato un allaccio abusivo alla rete elettrica mediante l’utilizzo di un cavo bipolare. Da specifici accertamenti, la quantità di energia elettrica indebitamente sottratta, è risultata pari ad un valore di circa 7000 euro.