Chiesto il rinvio a giudizio del Vescovo Micciché

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Rinviata a gennaio prossimo l’udienza preliminare nel corso della quale il GIP del tribunale di Trapani, Antonio Cavasino, dovrà decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio dell’ex Vescovo di Trapani, Francesco Miccichè. Il presule è accusato di peculato. Secondo l’accusa si sarebbe impossessato di 544 mila euro, sottratti dai conti “Interventi Caritativi” ed “Esigenze di culto pastorale” della Diocesi di Trapani, fondi provenienti dall’otto x mille e con destinazione obbligatoria (ex legge 222 del 20 maggio 1985). Le indagini risalgono al 2011 nell’ambito di un contesto più ampio che mise a nudo una gestione finanziaria della Curia poco chiara, al punto che la Santa Sede, per la parte di sua competenza, inviò un “visitatore apostolico” e successivamente rimosse il presule. Le indagini della magistratura ordinaria, invece, avrebbero accertato, guardando nei bilanci della curia, la sottrazione a partire dal 2007 di fondi derivanti dall’8 x mille per “esigenze di culto della popolazione, sostentamento del clero, interventi caritativi a favore della collettività nazionale o di paesi del terzo mondo” che invece confluirono su due diversi conti nella disponibilità di Miccichè. L’ex vescovo a gennaio entrerà in “emeritazione”, vale a dire che andrà in pensionamento.