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Il libro della domenica

di Serena Giacalone

Il 24 maggio 2002, Felicia Bartolotta Impastato, madre di Peppino Impastato, esprimeva la propria emozione nel festeggiare il suo primo compleanno con la pace nel cuore. Era passato un quarto di secolo dall’assassinio di Peppino e finalmente era giunta la condanna all’ergastolo del boss Tano Badalamenti.

Felicia, la prima donna in Italia a costituirsi parte civile in un processo contro la mafia, attendeva quel momento da sempre, desiderosa di giustizia piuttosto che di vendetta, nonostante la tragica fine del figlio. Dopo una lunga battaglia legale, nel 2002 giunge finalmente la condanna per Badalamenti.

Due giorni dopo l’anniversario dalla nascita di Felicia, vi presento la storia della sua vita raccontata nel libro “La mafia in casa mia”, scritto da Anna Puglisi, Felicia Bartolotta Impastato e Umberto Santino. Il libro narra la vicenda di Felicia, una donna coinvolta in un conflitto familiare tra un marito affiliato alla mafia e un figlio che si oppone radicalmente al crimine organizzato.

Il racconto rappresenta un momento cruciale nel percorso di Felicia verso la ricerca di giustizia per l’omicidio del figlio, mascherato da attentato terroristico.

Nel corso della narrazione viene evidenziata la tragedia quotidiana vissuta dalla donna, una routine caratterizzata dal conflitto tra padre e figlio e dall’inizio di una lotta per la libertà, complicata dai legami di sangue.

Il fulcro di questa battaglia diventa proprio Felicia, che con una narrazione tagliente, tenera e senza compromessi, racconta la storia della propria vita.

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