Morto Bartolo Pellegrino

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Si è spento oggi il noto esponente socialista. 

Il leone di Guarrato. Così per tutti era conosciuto Bartolo Pellegrino, l’esponente socialista noto per il suo carattere burbero e diretto, nella politica tanto per la vita privata. L’ex parlamentare si è spento, oggi, verso ora di pranzo nella sua amata casa di Guarrato; un po’ eremo, un po’ quartier generale. Pellegrino, nato nell’ottobre del 34, era malato da tempo, con una grave forma di diabete che lo ha, tuttavia, accompagnato negli ultimi 20 anni della sua vita. La salma verrà trasferita per chi voglia fargli visita questa sera nella camera ardente di Paceco di Vito Incandela. I funerali, invece, si terrano nella chiesa Madre di Paceco martedì mattina. Pellegrino, una vita spesa nel PSI craxiano, dopo il rompete le righe post tangentopoli creò Nuova Sicilia, cui forse restò legato affettivamente fino alla fine. Un movimento ante litteram, precursore dei tanti susseguitesi negli anni nel vuoto della politica siciliana. Un progetto che ebbe un buon respiro politico con numeri importanti su tutto lo scacchiere siciliano tanto da ottenere un assessorato regionale in un asse di ferro con Gianfranco Miccichè, suo principale interlocutore politico negli ultimi suoi anni di attività politica. Alla Regione è stato più volte assessore e vice Presidente di giunta con il primo Governo Cuffaro. Pellegrino è stato fondamentalmente un visionario, lungimirante ma con una buona dose di realpolitick quando c’era da concretizzare le finalità politiche di un percorso politico. Politica che è stato il suo amore di tutta una vita, tanto che alle soglie degli 85 anni, e con una salute claudicante continuava a fantasticare e progettare un nuovo “ragionamento politico” (tipico del linguaggio di Pellegrino) per colmare il vuoto che a suo dire viveva la politica oggi in società e sulla nostra isola in particolare. Per uno come lui “della vecchia scuola”, del resto, non poteva che essere diversamente. Nel frattempo, incominciano ad arrivare i primi messaggi di cordoglio; e non potevano che essere dai suoi compagni socilaisti. “S e ne va uno dei massimi interpreti del socialismo siciliano del 900. Uno storia tipica dei socialisti del suo tempo. Mai arrichitpsi, anzi inquisito per emissione di assegni a vuoto (unico caso a memoria d’uomo per un politico). Uomo di grande carisma, capace di assumere posizioni perdenti ma coerenti. Un altra pasta rispetto agli gnomi che imperversano nella seconda Repubblica.” Così l’ex deputato questore Nino Oddo.