Scarcerato Vaccarino

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Il tribunale del Riesame di Palermo, accogliendo il ricorso dei legali dell’ex sindaco, ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Morosini.

Scarcerato su decisione del tribunale del riesame di Palermo, l’ex sindaco di Castelvetrano, Antonio Vaccarino, arrestato due settimane fa con l’accusa di rivelazione di segreto d’ufficio con l’aggravante di avere agevolato l’organizzazione mafiosa. I giudici, hanno accolto il ricorso presentato dagli avvocati Baldassare Lauria e Giovanna Angelo, annullando l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Pierpaolo Morosini. Secondo l’accusa Vaccarino avrebbe fatto pervenire al boss Vincenzo Santangelo la trascrizione di un’intercettazione tra due esponenti della criminalità organizzata sulla cattura del boss latitante Matteo Messina Denaro. Insieme a lui a finire in manette sono stati Alfio Marco Zappalà, tenente colonnello in servizio alla Direzione investigativa antimafia di Caltanissetta – a cui, qualche giorno fa, è stata respinta la richiesta di scarcerazione – e Giuseppe Barcellona, carabiniere della compagnia di Castelvetrano. Il primo è accusato di rivelazione di notizie riservate, mentre l’appuntato risponde di accesso abusivo al sistema informatico. Vaccarino ha presentato istanza di scarcerazione al tribunale del Riesame, mentre Zappalà si era rivolto al gip che non ha accolto l’istanza di revoca della misura. Sia l’ufficiale della Dia che Barcellona tenteranno la strada del Riesame. Nel frattempo restano in carcere. Barcellona avrebbe ammesso davanti al giudice per le indagini preliminari di avere consegnato al suo ex superiore Zappalà il verbale, sostenendo di averlo fatto perché lui glielo aveva chiesto e pensando che non ci fosse alcuna anomalia. Zappalà, invece, ha sostenuto di essere stato indirettamente interessato alle indagini sul latitante perché dai pm di Caltanissetta era delegato alle inchieste sulle stragi del ’92 in cui il capomafia è imputato.