Una delegazione del Ministero dell’Interno Turco in visita studio al CPR di Bari-Palese gestito dalla cooperativa sociale trapanese Badia Grande

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Una delegazione di funzionari del Ministero dell’Interno Turco, accompagnata da componenti della OIM (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni) della Turchia e dell’Italia, ha effettuato ieri una visita studio presso il CPR (Centro di Permanenza per i Rimpatri) di Bari-Palese, gestito dalla cooperativa sociale trapanese Badia Grande. Scopo della visita è stato quello di acquisire informazioni circa le best practices in materia di gestione dei centri e le garanzie dei diritti delle persone private delle libertà. Il CPR di Bari Palese, tra le 10 strutture di questo tipo istituite in Italia, è stato il secondo centro visitato dalla delegazione turca dopo quello di Roma-Ponte Galeria. L’iniziativa rientra nell’ambito del progetto finanziato dall’Unione Euopea “Supporting Removal Centres, Capacities anda Fostering Alternatives to Administrative Detention Project”.

«In Turchia abbiamo un aumento di immigrati irregolari- ha detto Kadir Guclu, funzionario del Ministero dell’Interno Turco – e i CPR hanno un ruolo importante nel contrastare questo fenomeno. Abbiamo deciso di venire in Italia perché non è solo un Paese di transito ma spesso un punto di arrivo per i flussi migratori, specialmente dal nord Africa. Ringrazio l’OIM italiana e turca- ha concluso Guclu,– per averci permesso di effettuare questa visita e di averci fatto conoscere il modo di operare italiano. Noi vogliamo prendere queste attività e queste buone prassi che abbiamo visto qui da voi a Bari come buon esempio per la Turchia».

Le procedure e le attività del CPR, oltre che le garanzie e i diritti riconosciuti alle persone private della libertà, sono state illustrate ai funzionari turchi dalla direttrice  del CPR di Bari Palese, dott.ssa Roberta Basiliana, e dalla referente per la cooperativa sociale Badia Grande Giusy Lo Gelfo. «La delegazione- spiega Lo Gelfo– ha visitato i vari locali della struttura, dall’accettazione, alla permanenza dell’ospite fino alle dimissioni, rimanendo favorevolmente colpita dagli ambienti molto curati e dell’assistenza all’immigrato. Abbiamo anche lavorato per rendere la struttura più accogliente proponendo alcune attività agli ospiti, come i laboratori per l’insegnamento della lingua italiana e i laboratori artistico ricreativi. La struttura – aggiunge- possiede un campo di calcio, uno da basket e da pallavolo, queste ultime attività sono state limitate negli ultimi due anni a causa dell’emergenza Covid-19. Siamo felici che il nostro lavoro sia stato preso come modello, grazie alla professionalità di tutti gli operatori della cooperativa sociale Badia Grande».

Ad accompagnare la delegazione c’erano anche il vice questore aggiunto dott.ssa Ilaria Masi della Questura di Bari, dirigente dell’Ufficio Immigrazione, e l’Ispettore Superiore Pantaleo Papagna, coordinatore Ufficio Immigrazione presso il CPR di Bari.

«Vi ringraziamo per l’opportunità che ci avete dato di vedere le attività che svolgete all’interno del CPR- ha dichiarato Greta Alessandri dell’OIM Italia-. E’stata un’esperienza molto interessante sia per noi italiani sia per i colleghi turchi che sono rimasti favorevolmente colpiti da queste buone prassi e cercheranno di realizzare anche in Turchia. Vi ringrazio a nome dell’OIM, ringrazio il Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno che ci ha permesso di venire qui oggi e mi complimento per l’ottimo lavoro che svolgete».

 Il CPR di Bari ha una capienza di totale di 126 posti letto ma attualmente, per via di lavori di manutenzione, quelli a disposizione sono 90, suddivisi in cinque moduli abitativi di 18 posti ciascuno. La cooperativa sociale Badia Grande gestisce il CPR da giugno 2018. Al suo interno lavora personale del territorio pugliese e personale proveniente dalla Sicilia, dove ha sede operativa la cooperativa.  Badia Grande gestisce anche il CARA di Foggia.

La delegazione di funzionari del Ministero dell’Interno Turco era composta da Kadir Guclu, Melek Guzel Cetin, Nihan Ozoglu, Sefer Savar, Zafer Akin, Yunus Cakir, Metin Nacioglu, Melik Yasin Sarac, Ilayda Bulut, Murat Kdic. I rappresentanti dello OIM Turco erano Emine Mermer Karaayak, Zeynep Dilara Berberoglu, Yagmur Melis Akkurt; per l’OIM Italia c’erano Marco Mantovan, Simonetta Tesfazghi e Greta Alessandri. Interprete Burcu Satiroglu.

Nei CPR arrivano i cittadini stranieri irregolari sul territorio italiano ai quali è stata notificato un decreto di espulsione e di successivo trattenimento da parte della Questura. Al suo interno vengono ospitati anche gli immigrati che attendono la conclusione delle procedure prefettizie per il riconoscimento di uno stato di protezione. Il periodo di permanenza non può essere superiore a 90 giorni, salvo una eventuale ultima proroga di 30 giorni se lo straniero è cittadino di un Paese con cui l’Italia ha sottoscritto accordi in materia di rimpatri.