Sequestro per i Lo Trovato

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Le Fiamme Gialle, ieri, hanno disposto il provvedimento preventivo nei confronti del fondatore dell’AIAS

Denaro e beni per un valore complessivo di oltre tre milioni di euro. È il maxi-sequestro cautelare eseguito dalla Guardia di Finanza di Catania nei confronti di Sergio e Francesco Lo Trovato, rispettivamente presidente del consiglio di amministrazione e direttore generale del Consorzio siciliano di riabilitazione con sede legale a Viagrande, in provincia di Catania rinvenuti sui conti correnti della società e non su quelli personali, loro e dei più stretti congiunti, come inizialmente trapelato sulla stampa. La struttura sanitaria svolge prevalentemente attività di fisioterapia e gestisce 19 centri di riabilitazione dislocati in varie province siciliane. Quello di Francesco Lo Trovato è un nome conosciuto anche nel trapanese. E’ lui infatti il fondatore dell’Aias che in provincia conta bel 5 centri dislocati fra Alcamo, Marsala, Paceco, Salemi e Mazara del Vallo. Secondo l’accusa, i Lo Trovato avrebbero sottratto al pagamento delle imposte, tra il 2013 e il 2016, redditi complessivi per oltre dieci milioni di euro. L’Ires evasa ammonterebbe, dunque, per gli inquirenti, ai tre milioni di euro adesso sequestrati. La frode, per la procura di Catania, sta nella formula societaria scelta dall’impresa: una società consortile che, in qualità di ente non commerciale, perseguendo finalità solidali, non avrebbe dovuto distribuire utili. Ma “la realtà aziendale è quella di un’impresa commerciale fortemente patrimonializzata – scrivono le Fiamme Gialle – nonché dotata di una struttura organizzativa rilevante”. Seicento dipendenti, oltre 200 collaboratori e beni strumentali per dieci milioni di euro. L’indagine è durata cinque mesi e ha portato alla contestazione di numerose anomalie. Prima tra tutte che gli utili prodotti dal Consorzio, su cui gli indagati non avrebbero pagato le tasse, andavano a una fondazione della famiglia Lo Trovato. Struttura destinata a investimenti finanziari elargiti nella forma dei contributi a soggetti economici terzi, alcuni dei quali amministrati e di proprietà di familiari di Francesco Lo Trovato. Padre e figlio, inoltre, avevano delle cariche in imprese che abitualmente fornivano servizi al Csr. Le risorse del consorzio, per i PM, inoltre, sarebbero state usate anche per attività non istituzionali: ci sarebbe, per esempio, la gestione del Kikki village, un villaggio turistico a Modica. E c’era anche un investimento in impianti fotovoltaici. La società consortile Csr, sebbene formalmente era rappresentata da Sergio Lo Trovato, è risultata gestita dal padre Francesco, oggi ottantasettenne, al quale è stata assegnata una retribuzione annua di 200 mila euro. A fronte dei 30mila spettanti al figlio. Ma dalla società trapela un certo malumore per un lungo braccio di ferro che il C.S.R. ha tenuto, “in trent’anni di contenziosi”, con gli uomini delle Fiamme Gialle e che avrebbero generato pronunzie in loro favore “da parte di decine di Commissioni Tributarie” affermando che “non è un attività commerciale”. Per i legali dei Lo Travato, dunque, una società “senza fine di lucro non commerciale e quindi esentata dal pagare le imposte”, seppur virtuosa “da 52 che paga sempre e puntualmente gli stipendi e mensilmente gli oneri sociali.” Non solo, per i Lo Trovato, “ le sopravvenienze attive sarebbe state utilizzate sempre per costruire strutture nuove, circa 20, compreso il villaggio citato nel provvedimento, con una funzione di prestigio per l’attività che vi si svolge a disposizione di tutti i cittadini europei.