“Rapiti li porti chi venno li morti”

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di Mario Torrente

Oggi, 2 novembre, è la giornata dedicata alla Commemorazione dei Defunti. Una ricorrenza vissuta all’insegna del ricordo di chi non c’è più e delle tradizioni, con i bambini che nella notte tra l’1 ed il 2 novembre attendono i doni portati dai loro cari defunti. E ad Erice la sera dell’1 novembre si rinnova la tradizione di una filastrocca che ci porta indietro nel tempo di molti anni.

I bambini di Erice ieri sera sono tornati a sfilare per le strade selciate del bordo medievale cantando una vecchia filastrocca tramandata di generazione in generazione, con quel “rapiti li porti chi venno li morti” che ha fatto da sottofondo da un portone all’altro. Un modo per ricordare la notte in cui, secondo la tradizione, i morti fanno il giro delle case per trovare i loro parenti. Trasmettendo ai più piccoli il legame con i loro cari che non ci sono più. Ad Erice questo momento continua ad essere condiviso da tutta la comunità muntisa. Così ieri i bambini ericini con le loro famiglie si sono dati appuntamento in piazza per andare in giro per le strade del paese con le loro lattine con dentro pietruzze o soldini da scuotere in modo da annunciare il loro arrivo. E naturalmente c’è chi ha donato loro della frutta marturana e dei dolcini. Tra le altre cose, in questo periodo ad Erice si fanno le “ossa di morti”, a base di vino cotto, miele e cannella. Una vera delizia per il palato. Quest’anno la filastrocca dei bambini è stata ripresa da una troupe di una televisione giapponese che in questi giorni è ad Erice per realizzare un documentario sulle tradizioni della comunità del Monte, a partire da quelle sulla commemorazione dei defunti. Ma sarà un modo per parlare di Erice a 360 gradi. A fare da Cicerone nel viaggio per le strade del borgo medievale è Silvana Catalano, che accompagna la troupe a conoscere i vari protagonisti man mano intervistati. Si va da Maria Grammatico con le prelibatezze della pasticceri conventuale ai nonni ericini mentre preparano i panieri per i loro bambini fino a don Piero Messana per parlare delle chiese ed i monumenti del centro storico. Ma ci saranno tanti volti muntisi, ognuno con il proprio bagaglio di esperienze. Un viaggio carico di fede e tradizione, ma anche di miti e leggende, come quelle di Venere e dell’abbraccio della dea sotto forma di nebbia. Tutta la magia di Erice che si prepara a sbarcare in Giappone andando a promuovere la bellezza e tutto il carico di storia di questa montagna incantata dove il tempo sembra davvero essersi fermato. E la filastrocca dei bambini per i morti ci ricorda che qui è tutto ancorato ai valori di un tempo. Anche nel modo per ricordare chi non c’è più. E continua ad essere ad Erice tra i sorrisi e la gioia dei più piccini.

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