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Il presidente di Telesud Massimo Marino commenta l’operazione Artemisia condotta dalla Procura di Trapani.

La figura professionale e personale è indiscussa: competente, seria, un magistrato che non ha nulla da dimostrare. La sua lunga carriera è lì che parla per lui. Il quotidiano, come in qualsiasi altra professione, è soggetto a critica, come è giusto che sia. E queste, almeno da parte nostra, dagli altri media, ma in verità dalla società in generale…, neanche a parlarne visto che sarebbe pura utopia aspettarsi anche una pur minima critica verso un Sancta Sanctorum come una Procura della Repubblica, non sono occasionalmente mancate; in particolare verso la nota “guerra intestina” che investe, da anni, due fra i principali sostituti, Rossana Penna ed Andrea Tarondo, al netto dell’eventuali responsabilità penali per le  vicenda giudiziarie in cui il pm bolognese è coinvolto in quel di Caltanissetta per le denunce della collega e del marito, Roberto De Mari. A nostro modesto avviso, il capo della Procura avrebbe dovuto intervenire con maggiore “decisione” verso il CSM per l’allontanamento dei due per evidente incompatibilita ambientale che non giova certamente all’Ufficio, così come al clima complessivo del Palazzo di Giustizia. Detto questo, è giusto complimentarsi quando appreziamo, e molto, un comportamento degno di un paese civile in quanto a garanzie “stragiudiziali”, per così dire, degli indagati ed il loro diritto alla dignità pubblica che non può essere oggetto di prurigine sociale, a maggior ragione in uno stato semi-embrionale di una delicata indagine, da lui diretta, che vedrà la fine fra molti anni in Cassazione; dunque, con il principio di non colpevolezza a fare da stella polare, per tutti, secondo i dettami della nostra Costituzione. Per questo, non possiamo che apprezzare la sobrietà con cui ha condotto gli aspetti comunicativi della recente operazione “Artemisia”: nessuna conferenza stampa, divieto di telecamere per gli arresti e niente foto segnaletiche gettate in pasto alla stampa. Ci risulta anche che abbia “vietato”, per quanto possibile, la diffusione dell’ordinanza cautelare; ma queste “camminano” con gambe proprie fra avvocati e polizia giudiziaria “amica”. Insomma, esattamente l’opposto della “Scrigno” dove la Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo ha decisamente esagerato, sempre a nostro modesto avviso, sulla spettacolorizzazione dell’operazione: telecamere al seguito nottetempo, foto segnaletiche spiattellate ai media e manette in bella vista all’uscita della Caserma non ci sembra degno di un paese civile ma soltanto un processo sommario preventivo ed autoreferenziale in favore del pubblico ludibrio. Anticipiamo i ben pensanti: chi ha sbagliato, e dall’ordinanza sembra proprio che in tanti abbiano sbagliato.., dovrà pagare. Ma questo avviene solo dopo un processo; e fino a quel giorno, anche Jack Lo Squartatore, DEVE essere ritenuto innocente. Almeno per l’aspetto penale. Per quello morale, ognuno, legittimamente, si farà l’opinione che vuole. Sempre se il tanto sbandierato GARANTISMO non debba restare una parola vuota con cui riempirsi la bocca, all’occorrenza ipocritamente giustizialisti compresi, per “vestirsi” politically correct… 

Massimo Marino 
Presidente di Telesud