E’ successo qualche giorno fa nella spiaggia di San Giuliano

Sotto il sole cocente di un’afosa giornata d’agosto, dove l’unico refrigerio si può trovare in riva al mare, non è passata inosservata ad alcune bagnanti  una donna di nazionalità africana che, sul litorale ericino, camminava con una grande cesta sulla testa piena di oggetti da vendere, le braccia cariche di buste contenenti piccole chincaglierie e, dietro la schiena, un “fagottino” legato a sé da una fascia. Era una bimba, di circa tre anni, che da chissà quante ore stava accovacciata in quella posizione  senza piangere, senza fare i capricci, cullata dalla camminata sulla spiaggia della donna attenta a scansare una volta un telo, una volta un ombrellone. Immediata è scattata la solidarietà tra mamme. Inizialmente è stata una ragazza, giovane madre anche lei, che le si è avvicinata per offrirle della frutta fresca da dare alla bambina e del cibo. Poi altre signore si sono fate avanti chiedendole se volesse lasciare la piccola con loro mentre lei proseguiva il suo giro in spiaggia per cercare di vendere qualcosa. In modo da lavorare più tranquilla. E così è stato. La mamma africana ha continuato il suo giro e la sua piccola ha mangiato assieme ai figli delle mamme trapanesi,  sotto l’ ombra del ristorante di uno stabilimento balneare, giocando poi sulla riva. Ha trascorso, insomma, delle ore più serene, come ogni  bambino meriterebbe di trascorrere. Per la gioia, in primis, della sua mamma, che pur non conoscendo quelle donne si è istintivamente fidata consegnando loro il suo bene più prezioso e, sicuramente, anche delle protagoniste del gesto di solidarietà che hanno ricevuto in cambio il regalo più bello: vedere sorridere quella bambina.

L’accaduto è stato pubblicato su Facebook, condiviso innumerevoli volte, così la storia è diventata subito virale, tanto da essere ripresa anche dai principali media nazionali dando indubbiamente un’immagine positiva del territorio e della sua popolazione e, in generale, della Sicilia, terra di sbarchi, di accoglienza e pure di polemiche. Numerosissimi i commenti da parte degli utenti del social netework, molti si sono detti commossi leggendo la storia, altri hanno fatto sapere di avere già visto la donna con la sua figlioletta e di avere offerto  loro da bere o da mangiare in altre occasioni. Tante, inoltre, le attestazioni di solidarietà nei confronti dei migranti che lasciano i loro paesi per cercare una vita migliore altrove  ma  anche di condanna contro la piega razzista che, da qualche tempo, ha preso l’Italia.   “Davvero bello vedere tutto questo” , ed ancora, tra i commenti,  “l’umanità contro la disumanizzazione”; “il vero animo italiano è questo”, “Bravissime, siete delle vere mamme nel senso più profondo che possa esistere”.

Trapani, dunque, si è dimostrata ancora una volta terra di accoglienza. Due settimane fa anche gli abitanti di Marettimo si sono prodigati, rifocillandoli con acqua e cibo,  nei confronti dei tredici migranti nordafricani, tra i quali una donna e due bambini, che sono approdati sulla più lontana delle Egadi con una piccola imbarcazione. Piccoli gesti che riempiono il cuore di gioia e che fanno ben sperare che i valori come l’umanità e la solidarietà nei confronti di chi viene da lontano non sono ancora stati sostituiti dall’intolleranza e dall’indifferenza.