Il Presidente di Telesud Massimo Marino, dopo la provocazione di spostarla a giugno, torna sull’argomento.

L’idea di riproporre, per quest’anno, i Misteri a giugno, o comunque quando l’emergenza Coronavirus fosse finita, ha prodotto, com’era prevedibile, un vespaio. Migliaia i commenti sui social. Solo sulla nostra circa 500. Moltissimi gli indignati, non pochi i possibilisti; sinceramente, per quest’ultimi mi sarei aspettato un numero assai più esiguo. Si sa, come mi ha scritto un mio amico parroco dopo aver letto l’articolo, fra il serio ed il faceto, “Scherza coi fanti…“, citando la Tosca quanto il sagrestano si rivolge al pittore Cavaradossi. Insomma, un totem come la Processione è intoccabile; d’altronde come tutte le “rivoluzioni” che, fra l’altro, non avevo alcuna intenzione di fomentare. Sorvolo sulle sciocchezze dei commenti “che bisognerebbe pensare esclusivamente al Coronavirus e non ad altro” come se non ci pensassimo abbastanza a Telesud con una redazione che a differenza di tanti leoni da tastiera rende un “servizio pubblico” quotidiano e puntuale a rischio contagio per se ed i propri cari, incontrando, seppur con i dovuti protocolli di sicurezza, decine di persone al giorno; seguendo questo ragionamento, nessuno dovrebbe pensare ad altro: un albergatore a come e se organizzare la stagione turistica alle porte, la Lega Calcio se riprendere i campionati, l’Ente Lulgio Musicale nell’essere pronto per un potenziale cartellone artistico e così via. Insomma, sarebbe facile rispondere con affetto al mio amico parroco ed ai tanti indignados parafrasando Bertolt Brecht; il celebre drammaturgo tedesco, nell’aforisma spesso attribuito erroneamente all’eccentrico Oscar Wilde, in sintesi, sosteneva, nell’estensione della sua massima…, che spesso uno stia dalla parte del torto perché gli altri posti – ovvero della ragione – fossero tutti occupati. Sempre, a prescindere. Comunque, voglio cercare di spiegarmi meglio ampliando la sintesi giornalistica della scorsa volta; a mio avviso, invece, bisogna cercare di programmare il proprio futuro facendosi trovare pronti quando questo terribile virus sarà sconfitto. Significa pensare positivo, non essere sconsiderati. Non mi pare ci voglia tanto a capirlo. Altra cosa: la mia idea, che ovviamente ho sommessamente rimesso per un confronto costruttivo non avendo certamente la presunzione di sapere quale sia la cosa giusta da fare, a differenza di tanti professorini, era quella di riprorre un qualcosa che avesse un altissimo valore simbolico per il nostro territorio; ed i Misteri lo hanno certamente. Chiaramente, non pensavo ad una “Processione classica” con tanto di uscita dal portone di Piazzetta Purgatorio e snodo per la città. È chiaro che questa formula è incontrovertibilmente legata al Venerdi Santo; non potrebbe essere altrimenti e tale deve restare. Magari, tuttavia, pensavo ad una “versione ridotta” che potrebbe concretizzarsi in una sorta di uscita/esposizione/rientro. Insomma, “una rinascita” simbolica che non credo sia offensiva per nessuno; anzi. Infine, chi pensa che nel mondo della globalizzazione, della comunicazione e del consumismo sfrenato, cui tutti noi, nessuno escluso, partecipiamo ogni giorno, la Processione dei Misteri possa essere circoscritta all’aspetto religioso – certamente preponderante…- e non abbia riflessi sulla cultura e sul turismo, e quindi anche negli aspetti economici che ne derivano, significa che vive sulla luna. E quindi impossibile ogni ipotesi di confronto. Così la penso e se vi pare. 

Massimo Marino 
Presidente di Telesud