Home Politica Le tre domande della domenica al vicesindaco di Erice Gianni Mauro

Le tre domande della domenica al vicesindaco di Erice Gianni Mauro

Vicesindaco Gianni Mauro, in questi anni avete portato avanti diversi progetti per Erice. Possiamo fare il punto sui progetti portati in cantiere e quelli in corso?

In effetti in questi anni la città di Erice si è distinta nel panorama siciliano per aver partecipato a tutte le forme di finanziamento possibili (bandi regionali, nazionali ed europei). Elencare tutti i progetti che abbiamo messo in cantiere risulterebbe noioso, dunque mi limiterò ad indicare quelli che ritengo più importanti e più densi di significato nell’ottica del progetto di sviluppo del territorio che abbiamo lanciato nel 2007.

Inizio con la Zona Franca Urbana: il Comune di Erice, avendo partecipato al bando, ha dato la possibilità a circa 130 aziende di poter utilizzare una discreta somma (circa 60.000 euro cadauna) come sgravio fiscale per tasse e oneri previdenziali dei propri dipendenti (orientativamente 8 mln).

Aggiungo una serie di finanziamenti ricevuti dalla Regione e dallo Stato per interventi di rigenerazione urbana nel quartiere di san Giuliano. Mi riferisco al Contratto di Quartiere (6 mln.) e al Piano per le Città (7 mln) che ci hanno permesso di riqualificare non solo le urbanizzazioni, ma anche un centinaio di alloggi popolari che necessitavano di una manutenzione straordinaria.  E adesso, a completamento del finanziamento per il Piano per le Città con l’utilizzo del ribasso d’asta, stiamo lavorando per la realizzazione del collegamento viario della via Garraffa con la via dei Pescatori nell’ottica di una riqualificazione dell’area adiacente al Cimitero di Trapani. E, sempre con le risorse del ribasso d’asta della stessa misura, interverremo di concerto con lo IACP su ulteriori alloggi popolari del quartiere.

Restando sul quartiere, abbiamo ulteriori finanziamenti che derivano da bandi nazionali come quelli relativi alle aree degradate delle periferie (4 mln) e al programma integrato da fondi regionali (12 mln) in sinergia con privati selezionati a suo tempo con avviso pubblico.

La prima misura ci permetterà di realizzare una struttura da adibire a servizi per contenere il disagio sociale, orti urbani, nuova viabilità oltre a interventi ad ulteriori palazzine del quartiere, mentre il programma integrato doterà l’area di alloggi per studenti in prossimità della sede universitaria e di nuovi servizi per l’area.

Poi, per citare opere in corso, bisogna annoverare il Campo Bianco che diventerà un centro sportivo di eccellenza non solo per gli ericini ma ritengo per tutto l’hinterland. Ci sono poi la palestra della scuola Gemellini Asta e quella della scuola Pagoto a cui da poco abbiamo consegnato l’Auditorium, i lavori nel campo Mokarta e quelli al Giardino degli Aromi che hanno preso il via proprio in questi giorni.

Per ciò che riguarda le scuole, questi ultimi interventi sono il completamento di una serie di progettualità che dal 2007 abbiamo portato avanti per farle divenire le migliori di tutta la provincia di Trapani.

Mi sono limitato a elencare alcune delle opere che in questi anni abbiamo portato avanti, ma nel frattempo con la nuova programmazione PO-FESR 2014/2020 realizzeremo ulteriori azioni che riguardano un po’ tutto il territorio e mi riferisco per esempio al ripascimento della spiaggia di San Giuliano, alla messa in sicurezza del tratto della SP20 (strada per Pizzolungo), alla pubblica illuminazione di Pizzolungo, alla realizzazione di un parcheggio intermodale sulla via Madonna di Fatima, ad una misura di social housing ed all’efficientamento energetico di alcuni immobili comunali (circa 9 mln).

Poi abbiamo altri lavori in corso di progettazione come l’efficientamento energetico della pubblica illuminazione di tutto il territorio comunale (5 mln.).

Inoltre, immagino che tutti stiano osservando e criticando con interesse i lavori di restyling che stiano effettuando nel Lungomare Dante Alighieri.

Ovviamente non abbiamo trascurato il Centro Storico che abbiamo (di proposito ed in maniera caparbia) voluto che fosse inserito (pur se come ospite) nel circuito nazionale dei Borghi più belli d’Italia (una delle prime cose che ho fatto al momento del mio insediamento come assessore al Comune di Erice). Nel nostro borgo, fin dal 2007 abbiamo riaperto tutti i siti culturali e avviato una serie di interventi quali, per esempio, il recupero del San Carlo che a breve diventerà un convitto a servizio dell’Istituto Alberghiero, che almeno in parte abbiamo riportato proprio lì. È aperto un bando per l’assegnazione di 10 alloggi a canone calmierato realizzati nell’immobile dell’ex Albergo Igea ottenuto il tutto grazie ad un finanziamento regionale (5 mln) nell’ottica di un primo piccolo, piccolissimo, passo per il ripopolamento.

Abbiamo realizzato una serie di piccoli interventi come una parte della via Apollinis, il recupero dell’abbeveratoio e della chiesetta, il giardino delle amarene, la via dei Mestieri, la riappropriazione di qualche antica “vanedda” scomparsa e il tutto grazie ai fondi per il Patto per il Sud (1 mln).

Molto presto partiranno anche i lavori finanziati dal FLAG per dotare il Quartiere Spagnolo di un punto di degustazione di prodotti tipici che si collega ad altri finanziamenti che ci hanno permesso di attuare, nel medesimo sito, una mostra sulle tonnare; gli stessi finanziamenti che ci hanno consentito di realizzare a Pizzolungo  una struttura in ricordo dei gemellini Asta, vittime inconsapevoli di quella orrenda strage.

Abbiamo recuperato l’immobile sulla via Apollinis, grazie ad una serie di finanziamenti del GAL, abbandonato da anni e oggi prestigiosa sede del Cai, e intrapreso le necessarie progettualità per la segnatura di sentieri con un finanziamento regionale che oggi stiamo implementando, avendo partecipato a varie misure del PO-FESR di cui attendiamo i decreti: mi riferisco agli interventi di ampliamento e miglioramento della sentieristica e, precisamente, quello che riguarda le Mura Elimo-Puniche, l’ex stazione della Funivia in Centro Storico, un intervento che riguarda un sistema antincendio a difesa del bosco antico e uno di riqualificazione dello stesso. In ultimo abbiamo candidato il completamento della via Apollinis nel bando regionale di rigenerazione urbana.

Poi, oggi, penso siano sotto gli occhi di tutti i lavori che stiamo realizzando all’interno dei Giardini del Balio per rendere sempre più accogliente la visita del nostro borgo ai tanti turisti che ne apprezzano ogni anno le incomparabili bellezze.

Palestra Porta Spada, Campo San Nicola e lavori di consolidamento delle Mura Elimo-Puniche. Dopo la bocciatura del Consiglio comunale adesso cosa farete?

Ripresenteremo la proposta e ne approfitteremmo per inserire ulteriori decreti di finanziamento che in questi giorni continuano ad arrivare. Per il resto, comprendo il senso politico della sua domanda, ma non rispondo perché sono sicuro che i cittadini hanno già molto chiaro ciò che è successo in Consiglio comunale.

Tra i fronti che la vedono in prima linea c’è anche quello delle zone franche montane. Perché questo strumento è così importante per Erice? Quali benefici potrebbero arrivare?

Non credo che si possano avere dubbi sulla straordinaria importanza delle Zone Franche Montane. Noi siamo in prima linea e crediamo fortemente in questa misura. Proprio venerdì scorso il Comune di Erice ha partecipato all’assemblea dei Comuni siciliani (ben 133) che sono interessati a questa misura. Personalmente ritengo che una misura di fiscalità di sviluppo potrebbe rappresentare una prima risposta alle tante incombenze e necessità delle aziende e dei cittadini del borgo. Chi vive nelle terre alte di Sicilia (così ci piace chiamarle) ha delle difficoltà oggettive e delle penalizzazioni rispetto a chi vive in altri territori e, quindi, è assolutamente giusto attuare politiche di differenziazione che non lascino nessuno indietro. Vivere questa esperienza con altri 132 comuni della Sicilia è stata ed è un’esperienza bellissima: non ci sono appartenenze politiche ma solo amore per i propri territori e il Comune di Erice (unico nella provincia) ha trovato territori amici con cui condividerla. Cosa sono le ZFM? Per prima cosa aprirebbero le porte ad una fiscalità che tenga conto delle difficoltà delle aziende che vi operano, legate alla mobilità, alla digitalizzazione, alla viabilità che, in certi comuni (Erice è tra questi) è assolutamente inadeguata. Ma un’attenzione diversa verso questi territori, oltre che guardare alle aziende, deve pensare anche ai cittadini e mi riferisco per esempio alla telemedicina, all’istruzione e a tante altre declinazioni di servizi che sono essenziali e che non possono essere negati. Ecco, in questo ci stiamo impegnando perché riteniamo che possa essere un volano di sviluppo e di rinascita per il borgo ericino. Ce la metteremo tutta e lo faremo per gli ericini.

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