Ad un mese dal voto ericino

Il presidente di Telesud Massimo Marino commenta le reazioni al voto di Erice dello scorso 12 giugno.

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È trascorso un mese dal voto ericino, e come ad ogni elezione, la politica tenta di giustificare la propria sconfitta. Talvolta con analisi lucide, più spesso con motivazioni che rasentano il ridicolo. Il leit motiv di queste settimane è stato “non ripetiamo l’errore di correre separati se vogliamo sconfiggere l’asse Toscano-Tranchida”; chiaramente in vista delle amministrative trapanesi nel 2023. Una scelta, quella di correre separati, che anche un bimbo avrebbe capito essere un harakiri per la resilienza cantieristica. È scontato che se hai una macchina politico-elettorale rodata e prepari 8 liste il 40% lo superi. Ma tant’è; valli a capire certi scienziati della politica alle nostre latitudini. Fatto sta che i socialisti sono stati quelli accusati più di altri di non aver voluto convergere su Piero Spina. Ebbene, le spiegazioni del loro leader Nino Oddo – ma anche del capolista Orazio Mistretta che nonostante posizionamento, designazione assessoriale e grande visibilità durante la campagna elettorale non è riuscito a raggiungere l’agognato scranno…- sono sembrate davvero surreali, per non dire altro. In sintesi, “altri erano intransigenti sul fare un passo indietro non avendo il PSI alcuna pregiudizievole sui nominativi.” Dunque, si è scelto la candidatura più “naturale”, ovvero quella del grillino Maurizio Oddo. A parte il fatto che sentire un socialista affermare essere una scelta naturale un progetto politico a trazione 5 Stelle è come immaginarsi che Salt Bae sia il ristoratore preferito di Enrico Rizzi…, mi domando come, invece, non fosse naturale seguire una candidatura che aveva fra i leader l’onorevole Stefano Pellegrino, di lunga tradizione socialista, l’ex senatore Nino Papania che mi pare di ricordare qualcosina c’entrasse nel fortunato posizionamento di Oddo in listino con Crocetta Presidente, ed un candidato, Piero Spina, che tanto percorso politico ha fatto con lui proprio “nella rosa”. Ed, invece, no; per lui meglio i 5 Stelle, sapendo benissimo che il “grillino medio”, se potesse, darebbe fuoco al garofano con tutta l’effigie di Bettino Craxi. Ancor più pretestuosa la motivazione che compagni di viaggio fossero figure come Mario Buscaino e Pietro Savona. In verità, entrambi hanno ben poco di “storicamente di sinistra”, essendo notoriamente di estrazione margheritina; non mi sembra che i due, ad ogni modo, rappresentino alcunché. Insomma, rumore di unghie sugli specchi lontano un miglio. Ed i grillini, invece? Non hanno potuto fare altro che trincerarsi nel silenzio di una sconfitta che travalica i nostri confini e travolge i 5 Stelle a livello nazionale, trascendendo in questi giorni nella scissione fra dimaiani e contiani. Onestamente, c’è poco da dire verso chi ha corso qui. È il fisiologico trend del populismo di pancia. Come ti gonfia si sgonfia. La Catalano, da parte sua ha tenuto a ringraziare “i suoi amici di sinistra che non l’hanno mai lasciata nei momenti più difficili della campagna elettorale”; forse sarebbe stato il caso che ringraziasse, invece, “i suoi Fratelli di destra”, o meglio Peppe Vassallo, come tanti meloniano dell’ultima ora, che senza le sue 361 preferenze l’avrebbe relegata ancor più “fanalina di coda” di quanto le urne hanno fisiologicamente confinato il proprio risultato elettorale. Infine, Giovanni De Santis è stato espulso dal comitato “Trapani Erice- Una città” perché colpevole d’aver sostenuto la Toscano. Per carità, ogni Consiglio direttivo è libero di darsi la “linea politica” che preferisce. Sembra, tuttavia, surreale che appena indicato assessore avesse ricevuto i complimenti pubblici del Presidente Salvatore Aleo “in quanto orgoglioso” della designazione di ben tre assessori – compreso De Santis – in tre diverse candidature. Gli altri due erano, per inciso, Tore Fileccia e Orazio Mistretta; entrambi nel consiglio direttivo che hanno votato a favore dell’espulsione dopo un risultato decisamente non esaltante nelle urne. A parte il fatto che è tutto da dimostrare che una volta eletti Spina e Oddo si sarebbero sbracciati per unificare i due comuni…, credo sia abbastanza indicativo il futuro di questo comitato con tale coerenza e “questi numeri” dei loro vertici direttivi. 

Massimo Marino
Presidente di Telesud 

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