Colpito da infarto fulminante, stamattina intorno alle 8,30

Di Nicola Baldarotta

E’ deceduto nella sua casa di contrada Rosariello. Un infarto che non gli ha lasciato scampo. Luigi Manuguerra, una vita dedicata alla politica, personaggio molto conosciuto ed anche controverso, se n’è andato e con lui la sua comunque riconosciuta intelligenza. Al momento del decesso si trovava in casa con il figlio Alessandro, attuale consigliere comunale ad Erice.
Aveva 59 anni.

Luigi Manuguerra era conosciuto ai più come “il mago”, per via dei suoi trascorsi da astrologo in tv negli anni ’90. Ma era un politico, soprattutto. Fu consigliere comunale a Trapani e ad Erice. Una passione trasmessagli dal padre e a sua volta trasmessa al figlio Alessandro. Luigi Manuguerra era cresciuto politicamente nel Partito repubblicano , si era poi avvicinato al PSDI ed a Carlo Vizzini, socialista nell’animo si definiva. Negli ultimi anni si era avvicinato anche a Forza Italia ma ne prese poi le distanze per divergenze con i vertici locali. Dopo avere cavalcato gli obiettivi politici di partiti come Grande Sud aveva creato il suo personale movimento politico: “Nati Liberi”, del quale era presidente.

Una vita al limite, quella di Luigi Manuguerra. Un personaggio eclettico e controverso che provò anche l’onta degli arresti. Negli ultimi anni aveva fatto di tutto per riabilitare la sua figura di personaggio pubblico collaborando anche con le forze dell’ordine: alcune indagini, infatti, lo vedono oltre che coinvolto per una presunta trattativa di compravendita di voti con alcuni esponenti della criminalità organizzata trapanese (ad esempio nella vicenda Scrigno), anche come portatore di spunti investigativi agli inquirenti.
Era stato rinviato a giudizio, assieme al figlio, proprio nell’ambito della operazione Scrigno. Dalla lista testi depositata lo scorso 27 marzo dai PM della Dda di Palermo, però, emerge che stava intrattenendo una collaborazione con la Digos. Era pronto a parlarne anche al processo con inizio previsto per il prossimo 8 aprile.  Voleva riabilitarsi e non ce l’ha fatta. Con lui finiscono nella tomba diversi “segreti” del territorio.


Fra i primi ad esprimere il cordoglio pubblicamente è l’onorevole Nino Oddo, attuale segretario regionale del PSI in Sicilia: “Luigi Manuguerra lo conoscevo da sempre. Da quando ragazzi iniziammo a fare politica, io socialista e lui socialdemocratico in quella palestra che erano gli organi di autogoverno della scuola. E siccome ho il coraggio delle mie affermazioni dico senza peli sulla lingua come la penso. Disponeva di una delle maggiori intelligenze politiche presenti nell’hinterland trapanese. Peccato che avesse una distorsione congenita che lo portava nella vita e in particolare in politica , che poi era parte essenziale della sua vita, a cercare scorciatoie. Incurante dei divieti di accesso e in generale delle norme del codice della strada. Col sottoscritto se l’è suonate di santa ragione in tantissime occasioni e i suoi eccessi verbali erano famosi, ma, oggettivamente, è stato comunque un protagonista della vita politica degli ultimi 20 anni. Con le luci e le ombre che purtroppo caratterizzano sopratutto le campagne elettorali dalle nostre parti. Sarebbe stato teste al processo Oddo/Tranchida in una delle prossime udienze. Una testimonianza importante per fare luce su una delle pagine più oscure e controverse della storia politica locale. Non ha fatto in tempo. Esprimo il mio cordoglio al figlio Alessandro”.