Non ce la fanno Popolari ed Autonomisti

Anche per loro, come prevedibile, la polarizzazione del voto nazionale ha penalizzato il risultato delle Regionali non facendo scattare il seggio in Provincia di Trapani.

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Come abbastanza previsto dai commentatori politici, la lista Popolari ed Autonomisti non ce l’ha fatta a far scattare il seggio in Provincia di Trapani. Così come per la DC di Cuffaro, anche per loro la polarizzazione del voto nazionale non ha giovato. Alla fine hanno ottenuto poco più di nove mila e duecento voti, con il 6,2% del totale, ottavi sulle 13 presentate. Il miglior risultato lo ha ottenuto l’alcamese Angelo Rocca, segretario del Movimento Via che fa riferimento all’ex Senatore Nino Papania, con quasi 3400 preferenze. Alla sua prima vera prova delle urne, non sono certamente da buttare considerando il clima generale. Subito dietro di lui, Enzo Sturiano staccato di quasi 100 voti. Oggettivamente deludente il risultato del Presidente del Consiglio Comunale di Marsala; da sempre considerato un ras del voto nella sua città, fermarsi a sole 2600 preferenze con tutto l’appoggio del Sindaco Massimo Grillo, del suo movimento Liberi, e buona parte della giunta comunale è decisamente poca cosa. Ha staccato la Lo Curto di mille voti, ancora una volta “bocciata” dalla sua città d’adozione, ma non è riuscito a superare l’uscente Stefano Pellegrino, quest’ultimo assai indispettito col primo cittadino per il sostegno e accusandolo di “mancanza di garbo istituzionale”. Ad ogni modo, una corsa abbastanza anonima, tutto sommato, viste le premesse e le potenzialità.  Terza, staccatissima, Marikò Hopps; trasferitasi armi e bagagli con gli Autonomisti poco prima del voto dopo la rottura con i leghisti – non digerendo, evidentemente, “l’operazione Turano” – ha voluto ugualmente confrontarsi con le urne. Alla luce del modestissimo risultato elettorale, neanche 900 preferenze…, sinceramente non si capisce perché fosse stata così gettonata in passato per ruoli e candidature varie. L’altro candidato di Mazara del Vallo, Giuseppe Bonanno, è andato, comunque peggio di lei. Infine, Claudia La Barbera; con neanche 700 preferenze ha confermato la sua dimensione territoriale. Sostanzialmente una candidatura di servizio come quota rosa e nulla di più.