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Sfince di Custonaci e il tipico cous cous del Marocco per l’integrazione multietnica della Cooperativa Sociale Badia Grande

E’ andato meglio della più florida previsione il primo incontro culinario multietnico di Custonaci che ha visto ai fornelli una allegra brigata di cucina composta da 10 “improvvisati chef “ di 5 diverse nazionalità. I piatti forti dell’incontro e di confronto fra la cucina locale e quella dei paesi africani sono stati: il “cous cous di verdure con carni di vitello alla marocchina” e “machwiya” all’eritrea, (patè di verdure grigliate da spalmare sul pane), da una parte; le bruschette e le sfince alla custonacese dall’altra. Pietanze della tradizione popolare sono state preparate nel corso del primo incontro culinario multietnico, tenutosi sabato scorso (11 dicembre) a Custonaci, nei locali messi a disposizione dall’assessore comunale ai servizi sociali Vanessa Campo çhe ha sposato l’iniziativa promossa dal Presidente della Cooperativa Sociale Badia Grande che gestisce nella piccola cittadina del trapanese un centro di accoglienza SAI per famiglie rifugiate.

Scopo del confronto culinario è stato quello di favorire la socializzazione delle donne ospiti del Centro avviando processi di integrazione multietnica tra loro e con le donne di Custonaci. E la cucina è l’ambiente ideale dove potersi confrontare, misurare ai fornelli, avviare relazioni sociali. A differenza degli uomini che gironzolano per Custonaci, svolgono lavori saltuari ed incontrano gente del posto; le donne immigrate, invece, risentono dell’isolamento sociale, della solitudine, passando le giornate fra le mura del Centro, intente a svolgere le mansioni domestiche e ad accudire i propri figli.

Le operatrici della Cooperativa Sociale Badia Grande: Latifa Saadani (mediatrice), Lucrezia Vinci (Psicologa), Maria Simonte (operatore sociale), Anna Todaro (operatore sociale) e Francesca Tallamona (assistente sociale) referente del Centro Sai di Custonaci carpendo il bisogno di evasione delle loro ospiti hanno ideato un incontro culinario per donare loro l’emozione di una giornata diversa dando loro la possibilità di conoscere altre donne del territorio in cui vivono. L’idea é stata sposata subito dalla Pro Loco e dal locale assessorato comunale alla Solidarietà Sociale. Ed ecco che nel giro di pochi giorni l’idea da progetto diventa evento. Al Centro Diurno per Anziani di Custonaci si è confrontata ai fornelli una variegata brigata di cucina, composta da 5 aspiranti “cuochi” africani: Garroum Fedia (Tunisia), Ismail Ali Saadia (Eritrea) Mia Babul e Sheike Aarif (Bangladesh), capitanati dalla mediatrice culturale Latifa Saadani (Marocco).

Da altrettante persone era formata la delegazione della Pro Loco di Custonaci: Giovanni Scaduto (presidente Pro Loco), Brigida Sanclemente, Anna La Torre, Vito Castiglione (soci proloco), guidati in cucina dalla vice presidente del locale ufficio turistico Francesca Giacalone. Dieci persone di 5 nazionalità diverse, anche se con notevoli difficoltà linguistiche, hanno calcato la scena con estrema naturalezza, capendosi con i gesti e gli sguardi. Le parole non servivano, ci si intendeva perfettamente. Quando si sono seduti attorno al tavolo per degustare le pietanze appena cucinate sui commensali è calata un’atmosfera surreale, toccante…. ogni pregiudizio era venuto meno, nessuna “barriera“ li divideva. Come per magia eritrei, tunisini, italiani, marocchini e bengalesi erano un tutt’uno di volti allegri che condividevano il pranzo, che comunicavano con gli sguardi ed i gesti. A Custonaci un piccolo grande passo è stato fatto verso la reale integrazione per una nuova convivenza multietnica. 

Una accurata documentazione foto e video è stata realizzata nel corso della giornata. Le telecamere di Hermes Tv, che da tre mesi girano per i 7 centri in provincia facenti parte del proge SAI Marsala, per la produzione di una una collana di 12 storytelling sull’immigrazione in provincia di Trapani sotto l’egida della Cooperativa Sociale Badia Grande. Il progetto, denominato “Gli altri siamo noi..“ è stato voluto e finanziato dal Presidente di Badia Grande, che gestisce il SAI Marsala che vede insieme 11 Centri di Accoglienza dislocati in sette Comuni del Trapanese (Alcamo, Buseto Palizzolo, Custonaci, Marsala, Paceco, Salemi e Vita). Si tratta di un progetto innovativo finalizzato a mettere in risalto: esperienze, doti, arti, mestieri e passioni dei migranti davanti agli obiettivi delle macchine da presa. Lo scopo è quello di promuovere il lato sano dell’immigrazione per favorire la socializzazione con la popolazione nativa del posto su cui si regge la vera integrazione multietnica. In pratica si cercherà di mostrare chi sono realmente i migranti, fuori dai comuni stereotipi talvolta “volutamente” deviati per scopi molto meno nobili e per creare destabilizzazione.

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