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Proclamato il nuovo presidente dell’Unione dei comuni elimo-ericini, nella persona del sindaco di San Vito Lo Capo Giuseppe Peraino, la politica locale non riesce a trovare l’intesa per la nomina del presidente del consiglio dell’unione, A contendersi il posto sono la consigliera pacecota Maria Basiricò e il consigliere ericino Pino Agliastro.

L’unione di comuni è un ente italiano disciplinato dal decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 ed è costituita da due o più comuni che devono essere contigui con un obiettivo chiaro: “esercitare congiuntamente una pluralità di funzioni di loro competenza”. Ciò significa che i singoli comuni si uniscono e trasferiscono alle unioni funzioni e servizi. Ciò implica che il servizio o la funzione trasferita all’Unione viene sottratta alla titolarità diretta del Comune, e rientra nella titolarità dell’Unione dei comuni. In ciò si esprime una prima differenza rispetto alle semplici convenzione di gestione dei servizi, in cui la titolarità del servizio permane in capo al comune convenzionato, mentre il comune capofila semplicemente esercita lo stesso su delega degli altri.
L’unione dei comuni ha, regolarmente, un presidente che deve essere scelto fra i sindaci eletti mentre gli altri organi previsti, quali la giunta esecutiva e il consiglio dell’unione, devono essere composti da consiglieri o membri delle giunte con la presenza delle minoranze.
Nelle settimane scorse nuovo presidente dell’Unione dei comuni elimo-ericini che comprende sei comuni e cioè quelli di Erice, Paceco, Valderice, Custonaci, Buseto Palizzolo e San Vito Lo Capo, è stato eletto il sindaco di San Vito Giuseppe Peraino.
Manca da stabilire, ancora, chi sarà il presidente del consiglio dell’unione e, in merito, la politica locale fa registrare qualche tentennamento. Si contendono il ruolo, infatti, due consiglieri comunali: la pacecota Maria Basiricò e l’ericino Pino Agliastro.
I membri del consiglio dell’Unione sono 24, cioè 4 per Comune annoverato.
Si sono già tenute due votazione per eleggere il presidente ma ne servirà, quanto meno, una terza e questo poiché sia nella prima che nella seconda votazione non c’è stato un candidato che ha ottenuto la maggioranza dei voti. In particolare, la prima volta, Maria Basiricò ottenne 10 voti, Pino Agliastro 8 e ci fu un’astensione.
La seconda vide un pari marito, con 10 voti entrambi, fra Basiricò e Agliastro, con un voto dato a un altro pacecoto, cioè Stefano Ruggirello. Nulla di fatto, praticamente, la votazione sarà rifatta a breve in data ancora da stabilire.
Appare evidente, però, una sorta di braccio di ferro fra la sindaca di Erice, Daniela Toscano, e quello di Paceco, Giuseppe Scarcella. Troveranno l’intesa per arrivare alla prossima riunione con una proposta unitaria o assisteremo ad un altro nulla di fatto? Da notare che sarebbe bastato che il semplice voto dato a Ruggirello fosse stato per la Basiricò o per Agliastro per definire l’organo consiliare.

Nicola Baldarotta