Appello al CGA. Rallo e Bica non si arrendono.

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L'ex deputato Michele Rallo nel suo studio

Sulla questione della mozione antifascista continua la battaglia legale. Per i due esponenti della destra trapanese il TAR ha «sposato la tesi di una parte politica»

di Fabio Pace

Per l’ex deputato Michele Rallo e l’ex sindaco Giuseppe Bica, permangono tutte le ragioni per proseguire in sede giudiziaria contro la decisione del consiglio comunale di Trapani di inserire nella richiesta di occupazione di suolo pubblico una dichiarazione di fedeltà ai principi costituzionali di antifascismo e antinazismo. Il TAR di Palermo ha respinto l’istanza di sospensione cautelare di un atto del Comune di Trapani, connesso alla nota vicenda dell’arredo urbano “antifascista”. «I sottoscritti comunicano che non intendono desistere – scrivono i due in una nota alla stampa -, e che hanno dato mandato al loro legale, prof. Avv. Augusto Sinagra, di avanzare formale appello al Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana». Secondo Rallo e Bica il pronunciamento del TAR non è adeguatamente sostenuto da ragioni di tipo giuridico: «Il TAR -scrivono i due esponenti della destra trapanese – si é limitato ad una generica presa di posizione, senza puntuali riferimenti di carattere legislativo, sposando la tesi di una parte politica». Secondo Rallo e Bica «nessun articolo della Costituzione o alcun altro concreto riferimento é stato citato a supporto dell’ordinanza» del TAR.