Trapani, una casa per la donna ucraina vittima di violenza sessuale

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Ha bisogno di una casa, e perfino di abiti, la donna violentata nella notte tra giovedì e venerdì scorsi a Trapani, nel centro storico, sulle mura di Tramontana. La richiesta, un vero e proprio appello, giunge da Fabio Sammartano, l’avvocato che ne tutelerà i diritti in sede giudiziaria e che la affiancherà nella costituzione di parte civile. Il legale trapanese stamani ha scritto una lettera agli enti pubblici ed ecclesiastici trapanesi avanzando la richiesta di un alloggio, anche temporaneo, da assegnare alla 44enne. La vittima della brutale violenza, della quale è accusato un pregiudicato trapanese di 37 anni, è attualmente ricoverata all’ospedale Sant’Antonio Abate di Trapani dove è stata sottoposta ad un delicato intervento chirurgico a seguito delle ferite riportate. Il suo presunto violentatore, già noto alle forze dell’ordine per precedenti reati, è stato anche oggetto di un divieto di avvicinamento alla ex moglie. Secondo le indiscrezioni oltre ad avere usato violenza avrebbe anche gravemente ferito la sua vittima con un coltellino. La donna, fuggita dalla sua terra a causa della guerra, vive a Trapani ma non ha una dimora stabile e il più delle volte vive per strada, “con dignità, educazione e pulizia” affermano i volontari che talvolta l’hanno assistita. Non risulta che la 44enne abbia familiari in Italia. Le dimissioni, anche se non immediate, sono prossime , entro una ventina di giorni, e nelle condizioni in cui si trova – valuta l’avvocato Sammartano – non può certo tornare a vivere in strada. Da qui l’appello del legale che rimarca come la donna abbia addirittura bisogno di abiti e biancheria. Quelli che indossava al momento dell’aggressione, anche gli unici che possedeva, sono stati sequestrati dalla polizia su ordine del PM, Brunella Sardoni, in quanto possibile prova di reato. È giunto il momento che la città e i trapanesi mostrino la loro solidarietà verso questa donna, sola in terra straniera.